Ci siamo ispirati ai lavoratori degli inizi del ‘900 che rivendicavano sì il pane, che garantisce la vita, ma anche le rose, simbolo della dignità e di tutto quello che c’è di positivo nel mondo; ed anche a personaggi come Galileo Galilei che non poteva sottomettere la dignità della ragione al pensiero conservatore; a Thomas Sankara che da integro presidente africano reclamò il diritto ad esistere di chi viene discriminato per la sua povertà e si dedicò agli eterni dimenticati: contadini e campagne; a Oscar Romero che, pur provenendo dalla gerarchia che esercita il potere delle religioni, fu ucciso per avere applicato il messaggio originario del cristianesimo. Le cose da fare sono tante e molte suonano utopiche, ma noi crediamo che una utopia sia semplicemente una cosa che non è stata realizzata:
  • Ripercorrere senza dogmi la storia, la politica, le religioni, le culture;
  • Restituire il maltolto di 5 secoli di rapine ai depredati del mondo;
  • Rifondare l’ONU: che sia rappresentativo dei popoli e non dei potenti;
  • Far diventare verde il Sahara;